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" Tutto quel che faccio, io lo faccio con amore, e così amo anche con amore.
[...] Io voglio innalzarti a poesia! Non voglio essere poeta d'altri. Mostrati ed io ti poetizzo. Mi nutro della mia stessa poesia e questo è il mio solo cibo". (tratto da il "Diario del seduttore" di Soren Kierkegaard) In questo incessante rincorrere delle emozioni, quando rivedo la mia immagine allo specchio, rivedo anche i diversi volti dell'anima, e non tutti li riconosco sin dal primo momento, poi lo sguardo ricade nel vuoto, e da lì su dei versi scribacchiati su un foglio stracciato come quest'anima, in un mattino di piena estate che, stretto tra le mani mi ritrovo ancora a rileggere. "Amo i poeti che per vivere si sono ridotti a raccogliere mozziconi di sigaretta per strada perchè solo la scrittura poteva salvarli". (Roma, 16.10.09)
Mi sono ritrovata con delle amiche a parlare dell'anima, a parlare del destino, a parlare dell'avvenire e, per una strana casualità che in realtà è solo utopica, mi sono ritrovata in un giorno gelido d'autunno inoltrato e in un minuscolo angolo della vita, a raccontarmi con loro, e loro con me; ogni passo segnava la propria eternità in un tempo che non esiste affatto, e che rivela solo la momentaneità dell'esistenza in ciò che già è definito. Qualcuno ha scritto: "L'amore divino non cambia mai, non essendo influenzato da condizioni, situazioni o circostanze. Non è una banderuola, ma è sempre uguale: ieri, oggi e per sempre. Parlare dell'amore non serve a nulla: va sperimentato, dimostrato, espresso nella vita. L'amore divino non conosce discriminazioni, nè separazioni; esso include ogni cosa, avvolge tutti. Cosi è l'amore divino: Agapè". A tutti coloro che sono in attesa del proprio essere e del proprio divenire.
(Napoli, 18.10.09)
Gli ultimi giorni... "Ogni attimo è fine a se stesso", mi sono detta stamane non appena ho rivisto le mie montagne, avvolte dalla nebbia, quasi intravedendo gli occhi e il pensiero di Cezanne, quando guardava la sua montagna.
D'ora innanzi vivrò in una nuova dimora, senza porte e senza finestre, liberando ciò che detiene l'anima in una eterna prigionia; che tutt'ora sfugge agli indifferenti. D'ora innanzi, dunque, vivrò quest'esistenza come un'esperienza unica ed irripetibile, e soggiornando in un luogo senza tempo, vivrò nell'ebbrezza del presente gli istanti vissuti. (senza meta, 25.10.09)
La natura costituisce un incessante flusso di istanti... "si è un frammento di destino, si appartiene al tutto, si è nel tutto". (tratto da il "Crepuscolo degli idoli" di Friedrich Wilhelm Nietzsche)
"Tutto va, Tutto ritorna... Tutto muore, Tutto rifiorisce; le stagioni dell'esistenza si susseguono eternamente. Tutto si spezza, Tutto si ricongiunge. Tutto si separa, Tutto si ritrova... . ... Il centro è ovunque. Tortuoso è il sentiero dell'eternità". (tratto da "Così pralò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche)
Il destino è tutto ciò che è dietro di noi. E, dunque, come non ritrovarsi nel "Tutto"? Spesso s'inseguono traiettorie indefinite, si cerca il proprio smarrimento; a volte, si finge rinnegandone l'esistenza e, lo si cela anche dinanzi alla verità, ma più di tutto bisogna ritrovare se stessi. Quando si ritrova quella parte di sè che, in realtà, forma un'unica parte, si celebra l'iniziazione dell'uomo e della donna. Si ritrovano l'uno accanto all'altro, come i binari di un treno, senza più fermate, prima di giungere all'ultima meta. Nulla accade senza il suo fine. (senza meta, 30.10.09)
Che giorno stupendo intravedo per me! in quest'oggi lascio fluire i miei pensieri. Tante strade confluiscono in un unico punto dell'esistenza. Tutto confluisce al centro della vita, ma il più delle volte, si guarda ad essa, come ad una montagna che attende di essere scalata, come un libro che lasciato aperto fa scorrere le sue pagine in attesa di rivelare le sue verità. Quella vetta, in realtà, è già al centro di noi stessi, dunque, non ci resta che iniziare la discesa che ci condurrà dentro di noi. E, riportare alla luce quel mondo interiore che già ci appartiene; poichè nel silenzio raccogliamo il nostro essere. (senza meta, 2.11.09)
Scriveva Nietzsche: "Ogni istante della vita vuole dirci qualcosa, ma noi non vogliamo ascoltare; abbiamo paura, se rimaniamo soli e silenziosi, che ci venga sussurrato qualcosa all'orecchio e così odiamo il silenzio e ci stordiamo con la vita...". Sicchè, dobbiamo metterci in scena davanti a noi stessi, e non rifuggire dalla verità. (senza meta, 3.11.09)
Perchè la verità è qualcosa di imprescindibile sempre e comunque. (senza luogo, senza tempo)
Segnalazioni: 1) Ultimo aggiornamento nel Link I singhiozzi del tempo - presentazione di Alberto Granese. 2) Per poter accedere alla nuova voce del menù è indispensabile registrarsi. 3) Il filmato presente all'interno del sito web, da oggi è presente anche su Youtube. http://www.youtube.com/watch?v=v0jUTRg7XtI 4) Chi vuole può incontrarmi anche su Facebook. Teatro: "POLVERE DI BAGDAD" con regia di Maurizio Scaparro Martedì 10 novembre sono stata al teatro G. Verdi di Salerno - come ospite del regista - per vedere "Polvere di Bagdad". Quest'ultima opera teatrale è da considerarsi un vero capolavoro tra i capolavori di Scaparro, suggestiva la scelta dei racconti tratti da "Le mille e una notte", intessuti di immagini attuali, di una Bagdad che noi tutti abbiamo ancora davanti agli occhi, e presentati in una chiave di lettura modernizzata. Interessante l'intreccio tra presente e passato che si combinano tra di loro in un connubio indissolubile, dove tutto fa parte di una simmetria perfetta studiata anche nei particolari. Ogni gesto diventa parola sulla scena, e impeccabile è l'interpretazione degli attori, di tutti gli attori - di cui M. Ranieri è il protagonista con una eccellente performance - catturando l'interesse dello spettatore che, rimane quasi ipnotizzato da tutto ciò che si muove sulla scena. Impeccabile anche l'esecuzione dal vivo dei musicisti - anch'essi attori - rivelando la grande attenzione che è stata destinata ad ogni singolo filo della trama. "Polvere di Bagdad", messa in scena in un unico atto, si presenta, dunque, come un valido spettacolo teatrale che rivela uno spiccato rigore culturale; Scaparro anche in quest'ulima sua opera partorita - accolta con grande successo - ha saputo mettere in scena tutta la sua genialità, riuscendo a donare in tutti gli attimi che si susseguono, agli spettatori grandi momenti di riflessione anche dove: " non tutto è solo ciò che si vede". (12.11.09)
Chi vuole può incontrarmi anche su Facebook. Eccomi di nuovo a voi. Che lungo silenzio, vero? In realtà, quando tutto tace attorno a noi, quando rimaniamo davvero in silenzio, in attesa che una qualunque cosa possa realmente accadere, da un momento all'altro è solo allora che, ascoltiamo tutto ciò che è dentro di noi. Quando mi ritrovo tra le mani il mio libro è come se parlassi ininterrottamente con la mia anima. Che strana sensazione è quella di rivedere se stessi, nelle parole che rendono le nostre immagini nude! Poichè, è impensabile rifuggire nella casualità dell'accadere. E, quando ci sentiamo "nessuno", è solo in quel momento che, in realtà, siamo davvero "qualcuno". (23.XI.09 "nei luoghi di nessuno") "Noi viviamo nel presente della nostra anima, degli attimi vissuti. Se sapiamo valorizzarli allora ci rendiamo conto che il presente è la più importante risorsa che abbiamo per realizzare la nostra felicità". (F. Nirtzsche) (6/XII/09 "nei luoghi di nessuno") |
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