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Inno alla vita

Fiori dipinti sulle pareti
quadri di donne nude,
lampadari di cristallo
pendevano dal soffitto,
petali di rose sul tappeto
e il mio corpo al centro
della stanza, della casa,
della città, del mondo
e di quello che ancora
non esiste...

L'orologio a pendolo
segnava il tempo,
cimelio del passato
che ritorna alla vita.
La sua voce
era il canto del cigno
che mi vuotava,mi stancava,
mi faceva sentire leggera.

Non osavo respirare,
parlare e infrangere
l'incanto della magia.
Un labirinto di ombre
in cui mi perdevo
e mi ritrovavo.

L'ombra del non detto
e dell'indicibile,
come una nota stridente
che mi turbava.

Ho lasciato scivolare
le redini e il respiro
che trattenevo.

Vivere senza paure
nell'attimo
che non osavo fermare.

Il giorno dopo la notte
la vita dopo la morte
qualche ruga in più
qualche illusione in meno
spezza la linea impalpabile
del tempo che sorride.

Quando non ho più pensato
a niente.